venerdì 7 ottobre 2011

Il ritiro...2a parte


Mi sono addormentata , finalmente, spossata e soddisfatta, dopo che Francesca e’ uscita furtivamente dalla mia camera ed ha esplorato il corridoio , prima di avventurarsi nel buio … per tornare al suo letto. La mattina successiva e’ una giornata splendida, soleggiata e fresca. Dopo la colazione mi sono dedicata ad una salutare passeggiata nei sentieri circostanti il monastero. Dopo pranzo ho trascorso alcune ore leggendo in giardino e dopo cena il mio corpo non sta piu’ nella pelle. So che certamente Francesca tornera’ a bussare alla mia porta. La desidero e la aspetto.
 Mi sono imposta di non pensare a lei per tutto il giorno, non l’ho neppure mai incontrata nei corridoi dell’antico edificio. Ma ora che la cena e’ stata servita, ora che presto ci ritireremo tutti nelle nostre camere, sento la fica pulsare di desiderio, immagino Francesca nuda , immagino di possederla , e penso a come le insegnero’ a farmi godere. Mi rallegro poiche’ lei ha promesso di venire presto da me …ed avremo la possibilita’ di stare insieme per diverse ore , prima dell’alba e del vespro mattutino. Ci hanno fatti accomodare in giardino, come sempre, per servirci il caffe’ e Francesca , come la sera precedente, e’ spuntata dalla cucina con in vassoio carico di tazze, cucchiaini e zucchero. Si e’ avvicinata al mio tavolo ed ha posato la tazza sul ripiano. Mi ha lanciato uno sguardo carico di sottintesi e di voglia, quasi a farmi capire che lei si sarebbe denudata anche subito, davanti a tutti , se solo ne avesse avuto l’opportunita’. Io sono letteralmente in calore. Ho pensato a cosa avrei avuto a disposizione in camera per farla godere come si meritava , ma …ad esclusione di una boccetta di profumo, non sono riuscita a ricordare nulla che potesse adattarsi ai nostri giochi notturni. La superiora ci ha dato la buonanotte, finalmente, ed io , finalmente , ho potuto dirottare i miei pensieri su cio’ che sarebbe successo tra breve , ora non sono piu’ tenuta a sostenere una conversazione accettabile e sensata con gli altri ospiti; posso finalmente pensare a me stessa , a come poter godere al meglio del corpo di Francesca e del mio. 
Sono certamente gia’ bagnata quando prendo la decisione di passare dalle cucine per cercare qualcosa …qualcosa che possa essere usato quella notte,non amo ricorrere a vibratori o oggetti in lattice. Trovo che sia molto piu’ eccitante aprire il frigorifero, o la dispensa ed …..affidarsi al caso. In cucina Francesca sta riordinando , mentre una vecchia suora e’ china sull’acquaio a lavare i piatti. Francesca mi fissa , con uno sguardo teso , terrorizzato e, al contempo, carico di desiderio. La vecchia suora si gira verso di me e sorride. Reverenda madre,ho ancora un po’ fame, sono abituata a fare uno spuntino a tarda ora, non avrebbe per caso una banana ? La suora mi indica con un sorriso il cesto della frutta. Scelgo la banana piu’ grossa, mentre Francesca china gli occhi ed arrossisce fino alle orecchie. Certamente ha intuito. Mentre infilo in borsa il prezioso trofeo , vedo , su una mensola , un mortaio in marmo. Afferro il pestello , un oggetto lungo,dalla punta arrotondata e tondeggiante e, lanciando a Francesca uno sguardo pieno di intesa, lo infilo in borsa. Mi allontano dalla cucina ringraziando la vecchia suora. Mi chiudo in camera. Mi spoglio e mi infilo sotto la coperta leggera. Sul comodino ho appoggiato la banana e quel grosso membro di marmo , tanto grosso da fare quasi paura. Mi carezzo dolcemente la fica , gia’ oltremodo bagnata, aspettando con ansia quasi morbosa che Francesca venga a bussare. Francesca non si fa aspettare. Sento un lieve toc toc alla porta ed il mio cuore compie un balzo nel petto. E’ aperto ……sussurro piano , per non farmi sentire da nessun altro. Francesca fa il suo ingresso in camera , sembra un piccolo fantasma , nel fluttuare della sua camicia da notte. Ciao signora ….e’ il suo timidissimo saluto. Ciao tesoro, vieni, non avere paura. Siediti qui, vicino a me. Francesca e’ imbarazzata e presto ne comprendo il motivo. Siamo, come sempre, nella semi oscurita’, ma posso notare , fra le sue mani, qualcosa che attira la mia attenzione. Francesca e’ timidissima . Si vergogna di essere tornata da me , ma ancor piu’ si vergogna di cio’ che mi ha portato in dono. Appoggia sul letto due ceri : uno e’ enorme, temo non sia possibile usarlo per i nostri giochi, l’altro e’ una candela dalle dimensioni normali. Maialina….- le sussurro- non bastavano la banana e l’altro giochino? Credevo di fare bene, signora. Hai fatto benissimo tesoro, non avere paura…. E mentre la rassicuro con le parole , le sfilo la camiciola. Francesca,questa volta , non indossa nulla. E’ completamente nuda e si getta sul mio corpo con foga quasi animalesca. Deve avere tanta voglia , questa povera novizia….e deve aver scoperto che il sesso e’ una rinuncia molto pesante, se fatta per tutta la vita.
Mi lascio andare alla sua bocca inesperta e avida, che subito succhia i miei capezzoli , li morde, strappandomi sommessi gemiti di lussuria e di dolore. Piano, piano…piccola….abbiamo tutta la notte. Mi abbandono sul letto, ormai certa che la piccola Francesca sapra’ darmi cio’ che mi piace. Ella si tuffa letteralmente sulla mia bocca. Muove la sua lingua in cerca della mia, lascia che la sua saliva si mescoli alla mia saliva. Scende sul mio collo, in preda a una voglia incontrollabile, succhia di nuovo i miei capezzoli. Morde, risucchia, bagna…Si stende sul letto e mi costringe a divaricare le cosce. Fingo di resisterle ma …la mia fica gia’ si contrae al pensiero della sua lingua, che presto raggiunge il mio clitoride. E’ bravissima , la piccola Francesca. 
Per essere una novizia devo dire che non ha nulla da invidiare alle troie piu’ esperte. Mi apre le labbra vogliose e tuffa la sua lingua dentro di me, simulando un rapporto sessuale in cui la sua lingua e’ il pene. Mi contorco , gemendo , sul minuscolo lettino. La incito sottovoce a leccare ancora, di piu’ e piu’ intensamente. Ma la piccola non ha bisogno di stimoli e , mentre lecca in modo vorace, infila due dita nella mia rorida intimita’, spingendo a fondo e muovendo ritmicamente la piccola mano. Vengo, …..vengo in modo incontrollabile, probabilmente la spruzzo con un getto di liquido. 
La sento gemere ed ansimare per il piacere. Si ferma, finalmente, donandomi qualche istante di tregua. Ora e’ il suo turno di godere. La accarezzo dolcemente e la invito a stendersi al mio posto. La bacio , lecco con assoluta libidine le sue tettine piccole ,ma dure, assaporo i suoi capezzoli microscopici ed eccitati, scendo a lambire con la lingua il suo ventre piatto. Si apre a me come una puttana, geme, ansima, afferra la mia testa e la costringe ad infilarsi fra le sue cosce. Lo so, vuole essere leccata, vuole godere. Vuole venire. La mia lingua saetta sul piccolo clitoride e lo succhia con avidita’. Francesca mugola in preda a un orgasmo che somiglia a una crisi epilettica. Allungo la mano ed afferro , a tentoni, il pestello da mortaio. Lo succhio, lo riempio di saliva e dolcemente lo avvicino alla sua fica pulsante. 
Sento la sua voce che implora. Vuole essere scopata, penetrata. Vuole il cazzo. Sono perplessa. Francesca,dunque, non e’ piu’ vergine. Chi avra’ violato questo buchino affamato e bagnato? Un’altra suora? Una consorella? Un maschio in calore? Non voglio pensarci ora. Affondo lentamente il pestello , che penetra agevolmente in quel piccolo lago peloso. Lo muovo avanti e indietro finche’ Francesca smette di respirare e capisco che arrivera’ presto all’orgasmo. La lascio godere e spasimare finche’ percepisco il suo corpo di nuovo calmo e sento il respiro farsi regolare. La notte e’ lunga…. Piccola troia…..hai goduto tanto . Ed ora vediamo come utilizzare quei due ceri che hai portato con te. Io vorrei tanto che tu mi leccassi il culo e mi penetrassi con quello piu’ piccolo. Magari se tu ti accomodi sopra la mia bocca, potrei farti sentire quanto e’ bello essere scopati da una lingua bollente e una banana…..tesoro, non abbiamo nessuna fretta….la notte e’ lunga e mancano diverse ore all’alba…..

lunedì 3 ottobre 2011

il ritiro part 1


Sono sempre stata affascinata dai luoghi dello spirito, quei conventi o monasteri che si visitano spesso nella nostra magnifica Italia. Luoghi silenziosi,nascosti nel verde,dove si respira un’ atmosfera particolare. Premetto di non essere credente,ma comunque attratta dalla spiritualita’ magica di queste roccaforti della fede. Quando, da turista, vi sono entrata….sono rimasta incantata dalla immensa pace , talvolta ho intravisto qualche svolazzo di abito nero, qualche suora che , timidamente , si nascondeva ai visitatori. Confesso di aver fatto anche qualche pensierino erotico e peccaminoso, non senza eccitarmi. Mi sono chiesta spesso se , in questo immenso isolamento , le donne , che comunque sono tali , trovino il coraggio di darsi reciprocamente piacere. Ho concluso che certamente lo fanno e il solo pensiero dei loro giochi erotici , nascosti agli occhi di tutti , ma soprattutto nascosti ai propri superiori , mi ha immensamente stuzzicata. Figuratevi quando ho saputo da una agenzia turistica che , in Umbria, era possibile soggiornare per una settimana in un monastero , ormai aperto al pubblico , che offre a coloro che desiderassero “caricare le batterie” nella pace, nel silenzio e nella meditazione, la possibilita’ di riposare…
Sono stata informata che l’ alloggio non sarebbe stato lussuoso : una semplice stanzetta singola , pulita e decorosa, niente televisione, niente cellulare. 
Il vitto , modesto , ma sano , sarebbe stato identico al pasto delle suore: frutta e verdura dell’ orto, carne fornita dalle stalle, vino, olio,latte e formaggi prodotti “in proprio” .Niente di meglio per rigenerare il corpo, con una dieta sana, e la mente, con la totale assenza di internet,telefonini e notizie devastanti del T.G. Dopo aver prenotato , ho preparato una valigia con il minimo indispensabile, qualche comoda tuta e parecchi libri , il mio fedele pc , che sarebbe servito solo per scrivere le mie novelle ed i miei racconti erotici. In una splendida giornata di meta’ settembre, dopo un viaggio piuttosto piacevole, sono giunta al monastero. Il posto era incantevole . Infossato in una valletta fra due colline, al riparo da occhi indiscreti , si ergeva un edifico in pietra rosa , probabilmente risalente al 1.200. Una piccola monaca, giovane e gentile, mi e’ venuta incontro e mi ha fatto strada dal parcheggio dell’auto , fino alla mia cameretta, davvero deliziosa, affacciata sugli uliveti. Mi ha poi condotta a visitare il refettorio , il giardino, e naturalmente la piccola chiesetta dove avrei potuto , volendo , raccogliermi in preghiera. Si e’ dichiarata a mia totale disposizione per qualsiasi necessita’ , augurandomi buona permanenza. Dopo avere sistemato le mie poche cose, sono scesa in refettorio per la cena, curiosa di conoscere gli altri ospiti.
Ho scoperto che , oltre a me, in quella settimana avrei condiviso l’ospitalita’ del luogo con altre sei persone: una anziana coppia di olandesi , un uomo attempato, certamente un manager stressato e bisognoso di staccare la spina, una ragazza piuttosto giovane e due giovanottini dall’aria timida e spaventata. Ho saputo poi che erano due seminaristi che cercavano , in quel luogo , di scoprire , se la loro fede fosse solida o se fosse il caso di abbandonare la scelta di prendere i voti. Guardandoli , a tavola, ho capito ben presto che erano gay e probabilmente avrebbero avuto poco tempo di pensare alla validita’ della propria scelta, se avessero trascorso insieme tutte le notti in quel luogo cosi’ magico. Dopo un buon caffe’ , servito da una premurosa novizia in giardino , siamo stati invitati a raggiungere le nostre camere. Non ero dispiaciuta, in fondo ero li’ per riposare e andare a letto presto non e’ un dramma per me, spesso lo faccio , a casa e anche in vacanza. Del resto avrei potuto leggere oppure scrivere una delle mie stuzzicanti novelle, magari giocare un po’ con la mia micina bollente , prima di addormentarmi nel silenzio. Ero appunto intenta a prendere qualche appunto sul notebook quando ho sentito un sommesso rumore alla porta e poi ho udito bussare con discrezione. 
Mi sono alzata dal tavolino e ho aperto con curiosita’. Era la novizia , giovane e sorridente , chiedeva se avessi bisogno di altro, magari una tisana , prima di dormire. Ancora oggi sono convinta che la tisana fosse una scusa piuttosto banale perche’ Francesca voleva ,a tutti i costi , trovare un modo per parlare con me. Infatti , pur rimanendo sulla soglia, lanciava occhiate curiose al mio pc . Voleva sapere di me, se fossi veramente una scrittrice e che tipo di romanzi io scrivessi. Vuoi entrare ? Accomodati, se non hai da fare ti faccio leggere qualcosa di mio, anche se non credo siano letture adatte ad una futura monaca. Francesca non aspetta alto e si fionda in camera chiudendosi la porta alle spalle , come se temesse di vedere un fantasma in corridoio. Se la madre superiora sapesse che sono qui , mi farebbe certamente subire una delle sue punizioni. Entra Francesca , non avere paura. Dunque ti interessi di racconti e narrativa? Ti prego , non offenderti, ma temo di non poterti far leggere le mie produzioni. Io ehm , sono una scrittrice di racconti erotici. Le mie novelle, diciamo cosi’, sono a sfondo sessuale e non credo che la tua regola ti permetta di dare anche solo un’occhiata . Ero turbata anche io. La curiosita’ morbosa di questa ragazzina , che avra’ avuto si’ e no vent’anni , mi intrigava. Avrei voluto spedirla a letto , nel contempo avrei voluto eccitarla con i miei racconti, per vedere la sua reazione. La prego Signora, mi dia qualcosa da leggere, sono cosi’ inesperta e vorrei sapere come funziona il mondo la’ fuori, io sono orfana e sono chiusa qui dentro dall’eta’ di otto anni. Il mio destino e’ prendere i voti e diventare suora ma…. Sono sempre piu’ eccitata all’ idea di farle leggere le cose che scrivo . Vado a frugare nella valigia e trovo il plico dei miei racconti , le copie che ho sempre con me , raccolte in un faldone di cartone. Mi tremano le mani nel porgerlo a Francesca . Dentro ci sono racconti di ogni genere, soprattutto lesbo, ma anche etero , incesto, animal. Come reagira’ la piccola? Mi denuncera’ alla superiora o si masturbera’ come fanno tutti i miei lettori e le mie lettrici? E’ un rischio grosso quello che sto per correre , ma decido di fidarmi dell’istinto e consegno il faldone a Francesca. Grazie! E scappa via come una furia. Ormai la concentrazione e’ andata a farsi benedire , chiudo il pc e me ne vado a nanna. Prima di dormire lancio un pensierino a Francesca e la immagino alle prese con i miei fogli, magari eccitata, magari turbata e decisa a cacciarmi dal monastero. E’ notte fonda quando vengo svegliata da un sommesso richiamo alla porta. Mi alzo , senza curarmi del fatto che ho indosso solo un microscopico paio di slip. Tanto sono certa di trovare la mia “piccola amica” sulla soglia. Francesca infatti e’ li’,confusa ed imbarazzata , mi chiede di entrare . Protesto debolmente dicendo che sono le tre del mattino , ma lo faccio giusto per non apparire sfacciata , credo che Francesca sia una ragazza interessante , e credo che la sua visita , a quest ‘ ora, regalera’ alla mia solitudine un piacevole diversivo. Ho indovinato. Francesca chiude , a chiave , la porta alle sue spalle e mi guarda, con i fogli in mano.
Si e’ resa conto che sono praticamente nuda e non riesce a toglirmi gli occhi di dosso. Volevo….volevo farle i complimenti,signora, lei scrive molto bene e…devo dire, confessare che i suoi racconti ….mi sono piaciuti. Ma volevo sapere se lei ha fatto veramente le cose che scrive. Sa , soprattutto volevo sapere se ha fatto quello che scrive con un’altra donna. Perche’ io…volevo dire…ehm… Povera cucciola, le tolgo dalle mani il faldone e lo appoggio sul tavolino. La camera e’ buia , non avevo acceso la luce quando mi ero avvicinata alla porta poiche’ dalle persiane filtra il bagliore di un lampione del giardino. Ed e’ proprio grazie alla penombra che, forse , Francesca trova il coraggio di allungare una mano sui miei seni , percepisco una carezza fuggevole e timida , che mi scuote come un terremoto. La prendo per mano, la accompagno, come si fa con una bimba, accanto al mio letto. Lei e’ terrorizzata ma curiosa, spaventata ed eccitata. 
Le sfilo dal capo la camiciola da notte che indossa. Le slaccio il reggiseno bianco e le abbasso le mutandone che e’ costretta ad indossare. La guardo : e’ splendida. La sua pelle bianca brilla anche al buio. Mi chino a sfiorare le sue spalle con le labbra,poi salgo lungo il collo e lecco la sua gola. Immobile, Francesca si gode la mia lingua. La invito a sdraiarsi sul piccolo letto, mi sfilo velocemente lo slip e mi sdraio accanto a lei. 
Assaporo la sensazione della sua pelle e della mia in stretto contatto. La bacio. Lei ricambia il mio bacio cercando affannosamente la mia lingua. La mia mano, intanto scende fra le sue cosce,cerca di accarezzare la sua intimita’.Lei, da brava, fa lo stesso con me , anche se in modo goffo ed impacciato. Presto ci ritroviamo a masturbarci a vicenda, con i seni incollati l’una all’altro ed una voglia irrefrenabile di avere e dare piacere. 
Lei e’ bagnata, sento le mie dita scivolare dentro e fuori con facilita’ . Le afferro il polso e la guido dentro di me in movimenti ritmici e regolari , che possano simulare un coito. Impara presto, la piccola , ingenua novizia e , in breve tempo , mi porta a godere. Non abbiamo tempo da perdere, fra poche ore lei dovra’ presentarsi alla prima funzione del mattino. Mi accomodo sopra di lei , le offro la mia fica e , contemporaneamente , mi infilo fra le cosce per cercare la sua. Inizio a leccarla dolcemente, ma senza tregua e sento che lei fa altrettanto con me. Presto dobbiamo controllarci poiche’ i nostri gemiti si udrebbero in tutto il monastero , in questo immenso silenzio sarebbe pericoloso lasciarsi andare senza controllo. 
Mi muovo su di lei mentre raggiungo l’orgasmo e la inondo di me mentre continuo a leccarla per farle raggiungere il piacere. La sento fremere sotto di me, tremare come una foglia ed esplodere in un grido trattenuto quando la sua micina mi bagna il viso di un succo delizioso. 
Ci riposiamo, spossate, per qualche attimo, prima di salutarci. Lei deve andare, tornare nella sua cameretta e farsi trovare a letto dalla consorella che la chiamera’ per la funzione. Domani sera, Francesca, verrai da me verso le nove, ed avremo tutta la notte per noi. Ti prometto che dovrai implorarmi di smettere perche’ ti faro’ godere cosi’ tanto da sfinirti. E non useremo solo la lingua e le mani, vedrai , scoprirai molte altre cose interessanti sul sesso e sui giocattoli che due donne possono usare per godere.
A domani, piccola troia...